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Il viaggio che Roberto Barucco traccia in questo romanzo, ambientato sullo sfondo della gara che entusiasmò la popolazione dal 1927 al 1957, è soprattutto un viaggio attraverso il ricordo e le vicende di tre persone, allora bambini, poi uomini, che vivono un passaggio temporale, tre decenni, che riguarda l'intera brescianità.
Non a caso troviamo accenni a vie, piazze, rifacimenti urbani, lavori di ristrutturazione e trasformazioni di modi di fare, di vivere, di parlare.
L'amico Roberto narra nel romanzo "Corsa d'Autore" di storie bresciane, che potrebbero comunque appartenere a qualsiasi cittadino, in qualsiasi posto, definendo aspetti umani, passioni, necessità.
E' da questo presupposto che si sviluppa la trama, dalla storia di due ragazzini innamorati della stessa fanciulla, che divengono adulti, scoprono passioni civili e lotte sociali. La guerra, la tragedia sullo sfondo, la gara, l'entusiasmo per i motori... E ancora il confronto violento, le distruzioni, il dopoguerra e la rinascita.
Ritmo giornalistico, dialoghi serrati, personaggi tratteggiati, da scoprire pagina dopo pagina. Guasconi come lo si è a vent'anni, seri come lo si è quaranta. Queste tappe le ripercorriamo tutte. A testimonianza di una Brescia che non esiste più, ben sottolineata dalle fotografie d'epoca che illustrano il romanzo. Una Brescia e una brescianità che identifichiamo con facilità, a riprova di senso di appartenenza, orgoglio, muovendoci lungo quel territorio, quelle tradizioni che sono parte della nostra quotidianità.
Riccardo Minini
Assessore alle Attività e Beni Culturali
Valorizzazione delle Identità, Culture e Lingue locali
della Provincia di Brescia
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