Recensioni - CORSA D'AUTORE
29/05/2008 di Comedit
"Corsa d'autore"
Questo libro, strutturato su tre livelli narrativi, è l'esempio di come testo e immagini possano integrarsi per arrivare ad un risultato di grande soddisfazione.
Roberto Barucco, che conosco bene da tanti anni, personalmente, e stimo come scrittore e autore, non ci ha riproposto il consueto libro sull'amarcord o una riscrittura di saggi già visti, ma un vero e proprio romanzo, che lui ama definire "breve", inserito nel contesto più ampio della Mille Miglia che fu, quella del periodo che va dal 1927 al 1957.
Un romanzo che si muove nell'affresco generale dell'epoca. E con le belle immagini del fotografo Gabriele Strada, assume connotati di grande impatto, sia letterario, sia visivo.
La sintesi dei decenni, che ne diviene prologo, le istantanee che ci riportano agli anni più belli, fissano volti e emozioni. E inquadrano, come anticipavo, una storia semplice, di gente comune, nella quale tutti possono identificarsi: un paio di ragazzini, che nel '27 avevano tredici anni, una "fidanzatina" , che piace a tutti due, loro coetanea, mamme che invano vogliono che i ragazzi si mettano a studiare.
Una storia di pantaloni corti e strade bianche, dove, ogni primavera, passa la Mille Miglia. Di pasta tirata a mano, di consigli di Petronilla e adunate "oceaniche". Di bombardamenti e guerra. Fino al Po, fino a Brescia, quando i due vecchi amici, ora uomini, si incontrano ancora, come per caso, in quella curva dove scappavano, di nascosto, marinando la scuola, per veder passare i loro eroi. Ma hanno indosso divise diverse, adesso, e sogni diversi. E la "fidanzata"...
Un romanzo "breve", forse, ma fortemente emozionale, introspettivo, con un finale che lascia l'amaro in bocca.
E sempre c'è la Mille Miglia sullo sfondo, con la passione dei ragazzini per i motori (ecco perché in copertina c'è un bimbo davanti al muso di una vettura da corsa), il "machismo" e la fame che li spingono ad arruolarsi e compiere poi scelte diverse, le donne e gli amori, che passano, dagli Anni Quaranta e dalle gonne più serie e rigorose, alle bibite americane e ai pantaloni degli Anni Cinquanta e, lasciate le divise da Giovane Italiana imparano a masticare il chewing gum, muovendo i primi, goffi, passi del boogie - woogie.
E' questo il libro che l'Assessorato allo Sport ha sostenuto, con soddisfazione, e che offre la prospettiva della brescianità inquadrata da un punto di vista diverso, innovativo, rispetto al passato e può essere senza dubbio proposto al di là dei confini provinciali. Sicuramente affascinante, diviene un tributo appassionato, come è del resto la narrativa di Roberto Barucco, il suo modo di affrontare la vita.
Un romanzo da leggere tutto d'un fiato, mentre, ancora una volta, fioriscono gli ippocastani, sfrecciano le Mercedes argento, il tempo scorre, con i sogni di rock'n roll, le illusioni e la giovinezza.
Alessandro Sala
Assessore allo Sport della Provincia di Brescia
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