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“… Quando si dice che Giuseppe Mozzoni è stato un epigono del Risorgimento, con le sue corali e declamatorie Storie bresciane, ci si interroga sull’anacronismo d’un uomo del Novecento legato alla mitologia irredentista di cent’anni innanzi. Ma subito lo si colloca in quell’ambito di personaggi infervorati d’un’ansia di educazione nazionale, perché sentivano tutta la necessità di legare il popolo al sentimento risorgimentale. Che lui volle inverare tutto nelle vicende bresciane, innestando su basi storicamente e paesaggisticamente vere anche scene di libera ricostruzione, col paesaggio che si fa sfondo, in tessitura fi tta, d’un fantasticare d’essere altrove, d’un senso fi abesco di remoto nel tempo e nello spazio”.
Fausto Lorenzi
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