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L'attualità degli avvenimenti ha posto in evidenza come i problemi dello sviluppo si intersecano con quelli della difesa. La globalizzazione dell'economia e delle conoscenze ha così riproposto questioni storiche che erano state accantonate: come coniugare il progresso dell'economia, della cultura e dell'arte con la difesa. Le città murate, i borghi metallurgici valligiani erano al contempo infrastrutture di sviluppo e strutture di difesa. Il territorio padano mantiene ancora, nonostante i mutamenti storici, le linee e le direttrici di lunga durata di questi percorsi con i loro terminali, cioè le città, i castelli, le grandi abbazie. Questa secolare rete di infrastrutture unifica, economie, mode, tecniche, culture: tutto è trasportato senza fine lungo le sue vie di comunicazione. Città e strade non sono che aspetti complementari dell'organizzazione umana dello spazio; qualunque sia la sua forma, la sua architettura, la civiltà che l'illumina, la città europea è figlia del commercio. Nel secolo XVI, nessuna parte del mondo offre una così potente organizzazione urbana come quella dell'Italia settentrionale. Qui precocemente l'agricoltura, le attività di trasformazione delle materie prime fanno a capo alle città e alla rete di comunicazioni di lunga percorrenza che le attraversa. Il volume intende indagare la formazione di questa rete di infrastrutture, che hanno il loro motore nelle vie fl uviali, vere e proprie autostrade del passato, nell'ottica di comprendere le dinamiche economiche e produttive, ma anche di nobilitare le sedimentazioni storiche, urbanistiche, architettoniche che ancora oggi sono il motore che valorizzano il territorio.
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